LETTERE BERNADETTE UCCI
TRATTE DAL LIBRO "LETTERE AI LAICI"

 

Non giudicare il tuo prossimo, amalo

Carissimo,
noi siamo al mondo per nutrirci d’amore e per nutrire l’amore. Distogli quindi la tua mente dal lavorio dell’azione giudicante e liberala ai percorsi della vita. Non ci è chiesto di non vedere la realtà che ci circonda. Ci è stata data una mente per conoscere e valutare, ma anche un cuore capace di interpretarla con la supervisione dell’amore.
Un amore sapiente alberghi nell’anima tua. Non diventare un giudice acerbo e inclemente degli altri. Ancor più se ti hanno fatto dei torti, non alimentare il tuo risentimento e domina l’acredine che cresce nel tuo cuore. Retrocedi da questa guerra interiore dichiarata dal tuo amor proprio.
Bisogna essere intimamente e profondamente umili per riuscire a concepire il vero amore che racchiude in sé il dono di tutte le migliori qualità della vita.
In questo mondo che geme piegato in due per spasmi da mancanza d’amore non aggiungiamo altra durezza di cuore, ma volgiamoci alla costruzione del bene, sogniamolo con Dio e offriamogli la nostra collaborazione. In tal modo potremo guardare gli altri con il cuore intenerito dal suo amore per loro.
Coraggio, sii attivo in questa volontà.

 

Stana il tuo orgoglio dal suo nascondiglio

Carissimo,
su di te pesa una montagna che con un sol dito può spostarsi, solo che tu lo voglia. Pertanto ridimensiona il tuo sentire piegandolo all’umiltà, così da dar vita alle tue migliori qualità per il tuo bene e quello dei tuoi cari. 
Per questo non posare il tuo sguardo su ciò che non è riuscito secondo i tuoi desideri, rattristando in tal modo il tuo cuore, ma guarda con serenità rassicurata  ciò che hai e ciò che sei e ama la capacità di vittoria su te stesso. Riconosci nell’orgoglio il tuo peggior nemico. E’ vero che esso è parte intrinseca di noi stessi, ma non possiamo subirlo, dobbiamo combatterlo poiché è un tiranno e si svela tale ai nostri occhi solo quando riusciamo ad individuare in lui la causa radicale dei nostri dolori esistenziali.
Solo allora comprendiamo quanto è necessario ricorrere a tutte le forze e a tutti i mezzi per stanarlo. E come  si stana siffatto nemico? Irridendolo prima e sopraffacendolo poi imboccando con volontà e coraggio la strada  dell’umiltà.
L’umiltà è quella sana posizione interiore che si risolve in una chiave di volta della nostra esistenza in qualsiasi stato ci troviamo. Essa ci riporta al vero di ciò che siamo, piccole creature, fragili e inclini all’inciampo e all’errore, ma nello stesso tempo forti del nostro valore sostanziale ed eterno di cellule spirituali di vita creata per mai morire. Agisci con determinazione in te stesso contro il tuo orgoglio. Esso ti impedisce di imboccare la via dell’umiltà con tutto il cuore, la mente e l’anima tua e di cogliere il significato profondo della tua esistenza.
Caramente ti saluto.

 

Non vivere d’istinto, ma d’amore

Carissimo,
apriti ad accogliere in te l’amore di Dio così da non vivere d’istinto, ma d’amore.
Il tuo istinto è il fare impetuoso? Il suo amore riequilibrerà metodo e soluzione.
Il tuo istinto vorrebbe non fare?  Il suo amore ti farà fare bene e presto.
Il tuo istinto guarda gli aspetti negativi?  Il suo amore ti farà notare con saggezza quelli positivi.
Il tuo istinto considera le pecche altrui?  Il suo amore ti farà comprendere e orienterà il tuo sguardo critico e correggente sulle tue.
Il tuo istinto ti fa credere di avere ragione?  Il suo amore ti farà vedere le ragioni altrui.
Il tuo istinto ti fa intendere il bene come slancio intraprendente?  Il suo amore ti farà comprendere i valori silenziosi del bene.
E dove tutto questo diverrà più difficile, il suo amore lo renderà più facile nella misura della tua adesione forte, sacrificale, abbandonata alla fiducia che Dio è Amore. Si incarni nella tua umanità questa fiducia.
Se tutto questo tu facessi solo razionalmente sarebbe gelido il tuo progredire. Se poi lo facessi solo sentimentalmente, ti perderesti dentro i tuoi stessi sentimenti. Usando ragione e sentimento saresti ben piazzato sulla terra, comprendendo però le cose a metà. Se invece tutto questo tu motivi con la vita dell'anima tua, renderai onore alla tua duplice identità di cittadino della terra e del cielo e vivrai pienamente il tuo tempo.

 

La verità paga se stessa

Perché, caro figlio, temi di affrontare la verità? La verità paga se stessa. La verità restituisce la libertà perduta. La verità ha una ragione sempre superiore alle ragioni della menzogna.
Eppure c’è chi usa la conoscenza della verità su qualcuno per vendicarsi di qualcosa. E’ vero, ma in tal caso il male non è nella rivelazione della verità, quanto nello spirito che ha animato la persona a riferirla. La verità in se stessa infatti è comunque un bene e nessun bene può mai rivelarsi dannoso, cioè contrario a se stesso. Il male nasce dal cuore dell’uomo quando pensa di colpire invece di aiutare. Egli può usare a tal fine anche la verità che conosce. Ma la verità non è un bene strumentale. Essa è uno specchio di uno stile di vita, si riferisce ad un modo di essere, quello appunto della trasparenza.
Vivere nella verità. E' questo ciò che conta. Rivediti con il coraggio di essere ciò che sei, di correggerti dove è necessario. Soprattutto sii sereno e non importi obiettivi di immagini ideali su te stesso, ma guarda la realtà apprezzandola così com’è e pensa che non può esserci cosa migliore per te che quella di essere te stesso.
Caramente.

 

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